Aristotele sulla panchina

Una vita fa, ai tempi dell’Università,  di rientro da Padova, ricordo che lungo la banchina del binario 2 della stazione di Mestre, mentre attendevo la coincidenza, mi sedetti su una panchina e mi misi a leggere l'”Etica nicomachea”, nell’edizione Bompiani -volume su cui stavo preparando l’esame di filosofia morale. Nella panchina a fianco, dopo un po’, si sedette quella che doveva essere una mia coetanea e tirò fuori, e si mise a leggere, lo stesso libro.
Non l’avevo mai notata a lezione,  ma non voleva dire. Da bravo nerd, fantasticai sull’improbabilità della coincidenza (molto più improbabile di quella, prevista invece dall’orario delle Ferrovie, di cui di lì a poco mi sarei servito) e mi dimenticai la cosa che avrei dovuto e voluto fare, cioè attaccare bottone con la ragazza.
Adesso sto pensando che quando ci si siede ad aspettare un treno o una corriera, è molto più facile veder persone che scorrono o leggono qualcosa sui telefonini.
E sono certo che a ben guardare si trova qualcuno, e qualcuna, che al telefonino legge Aristotele. Fanno più fatica a riconoscersi e ad attaccare bottone, però. Ma magari,  con una app che geolocalizzi le letture in corso (beninteso,  la fatica di trovare il coraggio di attaccare bottone: quella, non gliela leva nessuna app)…

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