Un sogno, sul far del risveglio

Mi allontano verso l’alto -a bordo di un elicottero silenzioso? – dalla piazzetta Cavour del sabato mattina, e subito le molte persone che vi si trovano mi appaiono macchie di colore vivaci, geometrie di soste e movimenti.
A un poco di distanza, insomma, ogni vanità sull’ego perde consistenza.
Ma, poi.
Cambio di scena: Parco Galvani, mio figlio a 3 anni che prova a scavalcare il bordo dello scivolo. Io lo afferro per una gamba e lo prendo in braccio (è peraltro successo davvero; è un ricordo che ha visitato un sogno).
In quell’intersizio breve di spazio e tempo, quella cosa potevo farla solo io.
E mi sa che è così: senza frenesia di gloria, nel piccolo angolo che ci è dato, cui siamo dati, certe azioni toccano solo a noi.

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