A proposito di esami

Il 15 giugno del 1987 ho sostenuto quello che, sulla base di parametri tutti miei, ritengo essere stato il miglior esame della mia carriera universitaria: filologia latina.
In una calda e luminosa mattinata di sole eravamo in quattro, nella piccola aula dell’Istituto di Latino, al Liviano, a farci esaminare. Il titolare del corso era l’austero Aldo Lunelli, assistito da un ricercatore, Claudio Marangoni, che aveva tenuto un seminario sul terzo libro del de rerum natura.

Il corso aveva avuto come argomento la tradizione manoscritta umanistica di Nonio Marcello (un tardo enciclopedista): in realtà, il professor Lunelli ci conduceva tra gli argomenti che stava studiando, ci proponeva testi, documenti ed ipotesi di lavoro sollecitando i nostri interventi. Traducevamo all’impronta una gran quantità di testi degli eroi dell’Umanesimo (Poggio e i suoi amici -che se ne facevano di crude e cotte, per un manoscritto); a completamento dell’anno, una visita guidata (e molto critica) in Marciana.
Nei seminari di Marangoni, invece, scrutavamo al microscopio -seguendo il commento di Kenney per i Classical Text della Cambridge- il farsi della poesia lucreziana (e, nello studio delle varianti, la sua ricezione).
Come volumi di studio, Copisti e filologi Reynolds-Wilson, La genesi del metodo del Lachmann di Timpanaro.

All’esame, si entrava due per volta; prima con Marangoni un po’di passi di Lucrezio, quindi le domande di Lunelli sul corso. Poi, ancora, quelle sui volumi di studio; qui, una in particolare mi è rimasta in mente. Il professore prese dal Reynolds-Wilson una mappa delle biblioteche benedettine in Europa e mi chiese di ricostruire alcuni movimenti tra l’una e l’altra -filologia è anche misurare i passi, gli incontri.

L’esame durò qualcosa più dì un’ora per ognuno. Per i voti, il professore ci chiamò tutti insieme, li comunicò e li argomentò. Alla fine, salutandoci, disse che si augurava che qualcuno volesse continuare quegli studi, che definì difficili e affascinanti.

Avevamo lavorato con metodo. Avevamo studiato sui testi di riferimento, per questo metodo.
Eravamo stati coinvolti attivamente in un percorso di ricerca.
Avevamo sostenuto un esame scrupoloso e attento.
Direi che, no frills,ciò è quello che ci si dovrebbe aspettare da un percorso di studio.

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