Rileggendo “I fiori blu”/Uno: liberarsi della storia?

“Il venticinque settembre milleduecentosessantaquattro, sul far del giorno, il Duca d’Auge salì in cime al torrione del suo castello per considerare un momentino la situazione storica.” La trovò intricata, risolvibile in una sequela di giochi di parole, e per nervoso, dopo essersi sfogato su quanto e cosa gli capitasse a tiro, decise di partire per un viaggio.

Voleva liberarsi della storia, implacabile, disseccatrice di gaudio…

…e che meglio, per tirarsi d’impaccio del peso del passato, di dare un po’ di matto e partire per un nuovo viaggio?  Un nuovo look, nuovi costumi…Le cose del passato, dette e ridette, scadono a nomenclatura inerte, e si va…

…ma intanto il pigro abitante di una chiatta sulla Senna si desta, il Duca se lo sta sognando lui, o forse è lui il sogno del Duca. Mica si scherza col tempo.

E in ogni caso è iniziata una storia nuova. Hai voglia a rompere strappare e smaniare, la storia da cui ti vuoi liberare, la scrivi, la scrivi…

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