Pordenone: per chi voto e perché

Per chi mi conosce non è chissà che novità, ma insomma, per ragioni fondamentalmente connesse all’andamento del lato naoniano di Facebook, mi è parso di raccontare la visione di città per la quale  ho deciso di condividere l’avventura di Claudio Pedrotti.

 

IL MOMENTO DI PROVARCI

Esco dalla cucina e trovo Benedetta già in salotto, fa il suo buffo (lo chiamo così perché in fondo è il mio) broncio davanti al suo tablet. Mi vede: -Sto rispondendo ad una commento di Laura sulla prima pagina del libro di Villalta, non sono mica tanto d’accordo con lei, intanto le scrivo e poi ne riparliamo a scuola, con lei e Costanza. Tu lo stati leggendo, no? Ma non ho letto tuoi commenti. Ci stai pensando su, come al solito? O ti sei dimenticato di scrivere, e non sarebbe una novità? -Ci sto pensando su, dai- le rispondo, quando mi lascia il modo di farlo, ed intanto entra in cucina Andrea, -Guarda qui, Sergiomi ha segnalato questo sito nuovo di inchieste civiche condivise, con le tag cloud che servono per l’affinamento dei temi cruciali, ne voglio parlare in classe. Guardo il suo tablet, intanto Daniela sta finendo di sistemare la presentazione di stamattina, va in un’azienda della zona del mobile a tenere un gruppo sugli scambi di saperi tra le generazioni. Usciamo, i due studenti di casa con le loro bici, io ad aspettare la navetta per il Centro Studi. Consulto intanto il portale civico…traffico regolare, un paio di offerte particolari nei negozi del centro, le ricerche di personale qualificato, i giudizi del pubblico sulle mostre in corso, i bandi per l’innovazione d’impresa in scadenza. Arriva la navetta, ci trovo i colleghi con i quali condivido il viaggio quasi ogni mattina, leggiamo e commentiamo le notizie del giorno. A scuola, lavoro con i miei allievi sul Somnium Scipionis di Cicerone. Ciascuno cerca sul Perseus Project i lemmi rilevanti, discutiamo insieme e e valutiamo quali proposte fare al sito della Tufts per i contributi dei lettori in merito alle interpretazioni sintattiche, cerchiamo riferimenti iconografici e tematici, lavoriamo su documenti collaborativi per riassumere gli argomenti fondamentali. Alla fine, controllo che il video della lezione sia caricato sul server della scuola, poi vado in aula insegnanti. Mi metto in videoconferenza col Consorzio Universitario e con alcuni colleghi delle scuole primarie, delle medie, delle altre scuole superiori, per discutere del progetto sulla storia e la memoria delle eccellenze nel lavoro nel nostro territorio. Una twittata di mio padre, m’informa che sul blog di quartiere stanno discutendo con l’assessore all’ambiente dei nuovi orari per la raccolta differenziata, mi dice che vorrebbe avviare un sondaggio e mi chiede qualche chiarimento tecnico, prima d’incontrare i ragazzi di Scienze Multimediali che stanno sviluppando un progetto di formazione per leoni della terza età come lui vogliosi di social network. -Senti- aggiunge -dirai che sono proprio vecchio, ma faccio ancora a fidarmi di questi cloud computer, che vuoi, sono affezionato ad avere in un mio disco fisso le mie cose. Ci salutiamo, esco, per la pausa pranzo vado in libreria. C’è lettura condivisa di Danubio di Claudio Magris, con i librai che poi si mettono a disposizione per scaricare gli ebook di Magris o per trovare le edizioni a stampa dei suoi libri, e per implementare il blog del gruppo di lettura. C’è Gianni, a presentare i testi di oggi, ha avuto Magris come docente, come al solito c’è un sacco di gente a sentire, suggerire, proporre, scaricare, comprare. Esco, il sole di questa primavera scalda piazza XX settembre. C’è l’ordinata confusione dei lavori in corso, stanno allestendo il palco e le postazioni per stasera e domani, c’è l’appuntamento di questo mese di scuola della città. I ragazzi delle start up d’impresa preparano i loro piccoli stand, in mezzo a tutti c’è l’ex sindaco Sergio, figurarsi se non torna a Pordenone per questi appuntamenti, quando può, e se non gironzola a chiedere impressioni e a dare consigli. Condividere narrazioni, il tema della scuola, con storie e progetti e visioni sui luoghi dello stare insieme a Pordenone, sui modi di condividere insieme e costruire Pordenone. C’è movimento di bambini, uomini e donne d’azienda, operai, artigiani, giovani e promettenti costruttori di concreti immaginari, l’ospite che viene è Martha Nussbaum, si è fatto a gara per avere l’onore d’intervistarla, e sul mio tablet continuo a vedere aggiornate le discussioni sui suoi libri, le messe a fuoco delle questioni, delle domande che possono cogliere un filo nuovo nella lettura della città. Mi raggiunge mia figlia. Proprio sotto la scalinata della biblioteca vediamo due ragazzi, lei e lui, un po’ spaesati, chiaro che non sono di qui. Mi avvicino a loro. Lui sta indicando a lei qualcuno, lei segue dubbiosa il suo indice. -May I help you? dico, e lui mi chiede -The man in the front of the theatre, Mr Pedrotti, isn’t he? -Pedrotti who?- rispondo sorridendo, e pure loro sorridono al ricordo dell’aneddoto sul modo con il quale il Sindaco della mia città di è presentato. Poi mi suona il telefono. E’ Daniela. -Abbiamo appuntamento davanti alla sede di Google Naonis, ti sei dimenticato? Mia figlia mi guarda. -Ti sei dimenticato, ancora? Ma vogliamo imparare? -Hai ragione. E’ il momento di provarci.

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