epea pteroenta

Le parole pesano!

Ho letto stamane, per l’ennerrima volta,  e capisco in che senso lo si dica, lo si sia detto, lo si dirà, ma io sono grecista e filologo, e questo senso molto moderno rimanda al “peso” michelstaedteriano, quello delle cose che pesano e non posano e trascinano al fondo; la lezione omerica, che si staglia nell’immagine delle epea pteroenta, cioè alate, intende invece quello che  pure nel proverbio in questo caso oltrecchè saggio anche dotto è passato: verba volant, scripta manent, le parole di bocca in bocca volano, proprio per la loro calviniana (non calvinistica) leggerezza, ch’altra cosa è da vanità.

E volano non disconnesse e frastagliate e lemmatizzate, ma associate chomskianamente nella sintetica nessuosità di un nodo sintattico…

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