giovedì santo

La messa del Giovedì Santo mi è sempre parsa uno dei vertici della liturgia cattolica, tutta intrisa com’è di centratura sull’esperienza di umanità. C’è la conclusione, con l’altare lasciato spoglio e l’invito non ad andarsene in pace, ma a fare compagnia a Gesù vegliando e pregando, l’invito a fare compagnia a Dio, insomma; e c’è, dentro la celebrazione, la lavanda dei piedi, la memoria di un gesto di concreta umiltà in vista del rendere l’umanità più bella. Anni fa, don Natale Padovese mi prestò il bel libro di Pier Franco Beatrice sulla lavanda dei piedi come Sacramento nella chiesa aquileiese, una chiesa votata al servizio al prossimo, quindi, e di quel libro feci un punto fondamentale nella costruzione di quella che pensavo diventasse una mia carriera scientifica.

A distanza di anni, penso che sia stato davvero il punto fondamentale nella costruzione di qualcosa, ma in un senso ben diverso, e non connotato solo in termini religiosi.  Natale e Pier Franco, grazie.

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